Perché e come fare outdoor education con il freddo

Vivere la natura offre un bagaglio multiplo di benefici per lo sviluppo complessivo della persona, inerenti alle competenze motorie, cognitive, sociali e relazionali. Il contesto naturale ci permette di fare esperienza di una serie di vantaggi che ampliano il benessere fisico ed emotivo. 

Per questo conoscere l’ambiente naturale diventa una parte essenziale all’interno del percorso di vita dei bambini, durante tutto il corso dell’anno. La conoscenza della realtà e del mondo circostante non può dimenticare le stagioni come l’inverno e l’autunno che portano con sé una serie di resistenze dagli adulti, ma anche una molteplicità di caratteristiche. 

Togliere loro questa opportunità significa privarli di una serie di esperienze e saperi che trovano negli ambienti freddi la loro peculiarità.

Durante l’inverno, al nido e alla scuola dell’infanzia c’è fermento per dare forma alla neve artificiale: perché creare un materiale finto quanto la natura offre il ghiaccio, la brina, il freddo spontaneamente? Dare ai bambini della schiuma da barba e dire che è neve significa alterare la realtà, vuol dire dare una connotazione di significato che noi grandi comprendiamo bene perché ne abbiamo fatto largamente esperienza, loro invece no. Diamo a loro tutti i materiali, senza inserire un contenuto semantico. La neve non è un elemento onnipresente e gli inverni sempre più miti la rendono rara ma le temperature basse offrono molte altre opportunità.

Il ghiaccio e la neve possono essere inseriti tra gli elementi che gli adulti generalmente percepiscono come scomodi, così che diventano quasi sconosciuti dai bambini e con loro tutte le potenzialità che forniscono. 

Dopo svariati anni di vita al Nord posso affermare con fervore che il colpo d’aria non esiste e il freddo non causa malanni. Nessuna ricerca scientifica ha dimostrato che il freddo sia causa di malanni. Sono invece gli ambienti chiusi, poco arieggiati, ad innalzare il livello di contagio di differenti virus.

Il freddo con le sue particolarità ci obbliga ad una serie di accortezze per vivere l’inverno senza l’ansia di possibili avversità. Le bambine e i bambini sono degli esploratori e osservatori dei più minimi cambiamenti, anche di ciò che accade guardando fuori dalla finestra della loro classe e casa. Per questo trovare un modo per vivere l’inverno e fenomeni come la pioggia, il vento, la nebbia, il freddo può moltiplicare gli apprendimenti. 

Come?

1 ) Lavorando sulla postura degli adulti, lasciandoci meravigliare, e permettere loro di correre, esplorare, osservare, persino mangiare e dormire fuori.

Accogliendo le difficoltà che l’ambiente naturale ci costringe ad affrontare e le potenzialità che ci offre. Occorre maturare una certa consapevolezza, un “saper stare” al mondo dell’adulto che sostiene le ricerche dei bambini attraverso osservazione e riflessione costante ed una relazione di fiducia verso di loro, delle loro capacità e tutto il contesto naturale. Così da essere un adulto in grado di avere uno sguardo aperto verso le possibilità, rivesterendo così il ruolo di sostegno degli apprendimenti dei bambini, calibrando scelte e nuovi rilanci seguendo con autenticità i loro interessi e curiosità.

 

2) Garantendo un abbigliamento adeguato con le tute impermeabili calde ed estive, stivali di gomma con la suola antiscivolo, sciarpe, capelli e mantelline.

Diventa utile avere sempre un cambio pulito a scuola, e vestirsi a strati. La termoregolazione è personale e ognuno (grandi e piccoli) è consapevole di avere freddo o caldo. Se ben equipaggiati, si può scoprire l’acqua fredda, il fango, le pozzanghere, l’odore della terra bagnata. Insomma si può fare tutto perché ben attrezzati.

3) Anche i bambini sotto l’anno possono fare esperienza di outdoor education.

Sarà sufficiente una coperta e consentire loro di vivere la natura, toccare i fili d’erba, le pigne, le foglie secche e godere di tutte queste possibilità con adulti che sostengono nel grande percorso verso gli apprendimenti. Si possono offrire anche materiali differenti, esattamente come accade per le classi: libri, specchi, stoffe, oggetti in legno e in latta sono solo alcuni esempi. Di solito si avanza una critica precisa di fronte a queste proposte “Ma cosa fanno i piccoli fuori?”. Semplicemente vivono, osservano, toccano, dormono. 

3) Fare dell’outdoor una pratica costante durante tutto il corso dell’anno

così che i bambini e le bambine possano maturare una familiarità più matura e consapevole dell’ambiente naturale, sviluppando così le abilità per vivere la bellezza e gli imprevisti possibili con la  serenità necessaria per apprendere. Inoltre si alimenta e instaura un legame con il mondo circostante, coltivando così una cura profonda, uno stato d’animo di appartenenza verso il nostro pianeta che ne ha un estremo bisogno.

4) Vivere la natura significa anche godere delle variazioni del tempo, delle stagionalità differenti, del sole ma anche della pioggia.

Le nuvole si addensano, diventano scure e le osservazioni possono essere numerose quando si consolida l’abitudine di avere il naso all’insù. Camminare sotto una sottile pioggia, aprire la bocca per gustarsi qualche goccia di pioggia e scoprirne il gusto, sarà per le bambine e i bambini un’avventura potente in cui le emozioni si mescolano, eccitamento e paura possono alternarsi. Questa esperienza offrirà loro un’esperienza multisensoriale e una storia da raccontare. 

Significa fare esperienza di numerose sfumature, ed imparare che anche le foglie hanno un suono: friabile, delicato. Il silenzio diventa così opportunità preziosa per ascoltare gli amici ma anche i pappagalli che cantano, l’airone cenerino che vola sopra le teste, il picchiorosso sopra un albero, il correre dello scoiattolo.

Nel bosco anche la più piccola foglie ti è maestra”

5) Si possono fare esperimenti con il ghiaccio

osservare i cambiamenti degli alberi, conoscere la forma delle foglie, toccare la brina, soffiare e vedere il fiato, fare la battaglia di foglie, accumulare le foglie in grandi mucchi e inventare giochi, costruire buche e nascondigli, dare forma a scoperte ed esprimenti. 

6) Si possono utilizzare diversi strumenti

Gli strumenti che aiutano ad intensificare apprendimenti possono essere numerosi come le lenti di ingrandimento, i binocoli, microscopi portatili, sacchetti per raccogliere gli elementi naturali, fogli e matite. Gli albi illustrati, anche quelli destinati alla divulgazione scientifica, sono dei validi alleati in questo percorso, possono essere usati fuori e dentro per rilanciare ipotesi e approfondimenti. In questo assetto anche fogli, matite e cartelletta rigida possono essere dei validi sostegni per la copia dal vero o semplicemente usare l’espressione artistica anche nel contesto outdoor.

 

Percepire le risorse della natura intensifica la conoscenza del mondo, un bagaglio imprescindibile nel percorso di crescita di bambine e bambini che aiuta loro ad elaborare riflessioni, avanzare domande, sviluppare curiosità, amplificare passioni e approfondire tematiche. 

Trovate un approfondimento di queste tematiche nel mio testo “Dalla parte dell’educazione”

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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